vantaggi fiscali per i"minimi"

Un paradiso fiscale per le nuove attività.

Innalzamento generalizzato dei valori soglia di ricavi e compensi. Più agevole entrare nel regime forfettario e restarvi per chi possiede anche redditi di lavoro dipendente o assimilato.

D'ora in avanti infatti solo la presenza nell'esercizio precedente a quello di ingresso nei minimi, di redditi di lavoro dipendente o assimilato eccedenti l'importo di 30 mila euro, costituiranno causa esimente per l'accesso a meno che il rapporto di lavoro non sia nel frattempo cessato.

Eccolo il nuovo regime dei contribuenti minimi sulla base delle modifiche allo stesso apportate dalla legge di Stabilità per il 2016, approvata giovedì scorso dal consiglio dei ministri (si veda ItaliaOggi di ieri). L'intenzione dell'esecutivo è quella di eliminare le principali storture del regime dei minimi che ne hanno finora impedito quell'utilizzo massiccio che, già dallo scorso anno, veniva auspicato.

In questo senso sono assolutamente apprezzabili sia le nuove soglie di ricavi/compensi previste in maniera generalizzata e nello specifico per i professionisti (30 mila in luogo degli attuali 15 mila), sia la rimodulazione della norma relativa al possesso di redditi di lavoro dipendente ed assimilato.

L'agevolazione ulteriore concessa alle nuove iniziative (c.d. start-up) si colloca invece nell'ambito delle disposizioni che mirano al rilancio dell'economia. La bozza del disegno di legge di Stabilità contiene per la verità anche una modifica al regime contributivo dei nuovi contribuenti minimi.

Si prevede infatti che anche per i contribuenti soggetti a tale regime forfettario si applichino i minimali contributivi delle gestioni Ivs artigiani e commercianti, con contestuale riduzione però delle aliquote contributive dovute del 35%.

Tale disposizione è però condizionata all'esito positivo delle verifiche che l'esecutivo ha in corso con l'istituto nazionale di previdenza sociale.

Data 17/10/2015

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