legge di stabilita' 2015

Legge Stabilità 2016 Il consiglio dei ministri ha approvato la Legge di Stabilità 2016 nella riunione del 15 ottobre:

una manovra da 27-30 miliardi con ambizioni espansive (taglio tasse, agevolazioni per lavoro e pensioni, incentivi per gli investimenti produttivi). In prima linea le misure già note, dalle esenzioni TASI e IMU alle riduzioni d’imposta per le imprese.

Ma c’è anche spazio per novità dell’ultima ora come l’introduzione di un part-time agevolato ai fini pensionistici, oltre all’ampliamento della no tax area (quota di reddito non sottoposta a IRPEF).

Una manovra che ha il preciso obiettivo di consolidare riforme e ripresa di un’Italia che, come ha dichiarato il premier Matteo Renzi, è tornata con il segno più:

«Si scrive Legge di Stabilità, si traduce legge di fiducia per un Paese più semplice e più giusto».

Una manovra che l’Esecutivo definisce attraverso quattro capitoli (hastag #italiacolsegnopiù) dedicati a un’Italia forte, semplice, giusta e orgogliosa: dalle riduzioni fiscali (forte) alle semplificazioni come l’inserimento del canone RAI in bolletta elettricità (semplice), tutele come le misure contro la povertà (giusta) e misure come quella per il rientro dei cervelli (orgogliosa).

Pensioni Confermate la settima (e ultima) salvaguardia esodati e una norma per permettere l’utilizzo dell’Opzione Donna alle lavoratrici che maturano il requisito entro il 31 dicembre (e non più, come da interpretazione INPS applicata fino ad ora, che maturano al decorrenza della pensione a fine 2015). L’esigenza di ammorbidire i paletti della Riforma Fornero 2011 cozza con le poche risorse, portando a un risultato di compromesso nella Legge di Stabilità 2016: un primo provvedimento di flessibilità in uscita, ossia un part-time volontario (per un massimo di 3 anni a partire dai 63 di età) e agevolato, con la contribuzione piena versata dall’azienda all’INPS ed un costo per le casse pubbliche di circa 100 mln di euro.

Una misura simile a quella nel Jobs Act (Decreto ammortizzatori sociali in costanza di rapporto) sull’anticipo di una quota della pensione in cambio della trasformazione del contratto in part-time, per gli ultimi due anni di lavoro in aziende che applicano i contratti di solidarietà espansiva.

Tasse Tutto confermato: abolizione TASI prima casa, abolizione IMU agricola e imbullonati (costo complessivo, intorno ai 5 miliardi).

Per le imprese:

•taglio IRES: l’anticipo di parte del taglio IRES al 2016 sarà di uno o due punti (rispetto all’attuale aliquota del 27,5%), ma è condizionato al via libera della commissione UE su una flessibilità dello 0,2% dei conti pubblici. Nel 2017 l’RES scenderà poi al 24%.

•super ammortamento investimenti, al 140% del valore dei beni acquistati (+40% rispetto all’attuale ammortamento al 100%); •decontribuzione nuove assunzioni a tempo indeterminato: proroga di un anno della misura, che però sarà ridotta, con un tetto massimo intorno ai 4mila euro (nel 2015 è al 100% fino a 8060 euro);

•sconto IRAP agricola; •sgravi fiscali sul salario di produttività;

•nuovo intervento sul Regime dei Minimi: aumenta di 10mila euro il tetto di reddito per tutte le categorie, con un incremento più alto solo per i professionisti, che passeranno da 15mila a 30mila euro.

•Un collegato per il lavoro autonomo, con sgravi fiscali (ad esempio, per le spese professionali) e nuove tutele in materia di maternità, congedi.

Altre misure

  • Canone RAI a 100 euro in bolletta elettrica;
  • •aumento soglia pagamenti in contanti a 3mila euro, dagli attuali mille euro;
  • •piano contro la povertà, con particolare attenzione ai minori;
  • •investimenti per il Sud;
  • •proroga bonus energia e ristrutturazioni.

Data 16/10/2015

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