INCIDENZA DELLE TASSE SULLE PMI.

Tasse PMI, OCSE: Italia sul podio per il costo del lavoro 

Tasse PMI troppo alte in tutto il mondo, Italia nella media per le imposte sugli utili, ma è terza per fisco sul lavoro, il report OCSE: politiche fiscali più a misura di PMI. Barbara Weisz - 9 settembre 2015

Il peso del fisco sulle PMI non è un problema italiano, le tasse sulle piccole e medie imprese sono mediamente più alte di quelle sulle grandi aziende in buona parte dei paesi del mondo, soprattutto a causa della fiscalità sul lavoro: lo rileva il report OCSE, l’organizzazione dei paesi industrializzati, sulle tasse PMI nei 39 paesi OCSE e in quelli del G20 (“taxation on SME in OECD and G20 countries“).

Per quanto riguarda la tassazione sugli utili, l’Italia è in realtà poco sopra la media internazionale, ma le tasse sul lavoro sono fra le più alte del mondo.

Altro punto a sfavore: l’Italia non è fra i paesi che prevedono strutturalmente regimi fiscali particolari per le PMI. Vediamo i dati. Partiamo dalle note dolenti, ovvero le tasse sul lavoro: il livello medio di tassazione di una PMI fra i paesi OCSE è pari al 39%, mentre in Italia una PMI paga un buon 54%. Sopra questo livello ci sono solo il Belgio (64%), l’Ungheria (62%), e la Francia (58%), mentre sopra il 50% si trovano anche Estonia (54%), Finlandia (53%), Lussemburgo (53%), Irlanda (52%), Spagna (50%). Se l’impresa è consolidata nel bilancio di un gruppo, e nella base imponibile relativa vengono incorporati anche dividendi e capital gains, la tassazione italiana scende al 48%, e in questo caso il valore è sotto la media OCSE, pari al 50%. Considerando invece le tasse sugli utili dell’impresa, le PMI italiane pagano il 27,5%, poco sopra la media internazionale (al 25,5%).

Interessante la parte del report che analizza i paesi nei quali ci sono regimi di tassazione particolare per le PMI. In Francia, ad esempio, la tassazione media sulle imprese è nettamente più alta che in Italia (al 31,3%), ma c’è una fiscalità molto più favorevole per le PMI con un fatturato fino a 7,63 milioni di euro (e un utile non sopra i 38mila euro), con almeno il 75% dei soci persone fisiche.

In Corea, a fronte di una tassazione media sugli utili d’impresa pari al 24,2%, il prelievo fiscale sulle PMI si ferma all’11% (se l’imponibile non supera i 143mila euro). In Canada, la tassazione media sulle imprese è al 26,3& mentre quella sulle PMI scende al 15,2% (fino a 341mila euro di imponibile).

I paesi con la maggior differenza le tasse sulla totalità delle aziende e quelle sulle PMI sono Canada, Francia, Sud Africa e Stati Uniti. In generale, dal rapporto emergono le seguenti evidenze: in molti paesi ci sono leggi fiscali che incentivano la reditribuzione degli utili nelle PMI (qui, si può sottolineare come in Italia, la deduzione ACE vada in questa direzione).

Le regole fiscali che si applicano indiscriminatamente a tutte le imprese rischiano di essere meno convenienti per le PMI, soprattutto nel primo anno di vita o nel caso in cui abbiano problemi di accesso al credito. Quest’ultimo viene indicato come un problema che spesso riguarda le PMI. I costi della tax compliance sono spesso più gravosi per le PMI che per le grandi aziende.

Semplificazioni, attenzione a regimi fiscali che tengano maggiormente conto delle dimensioni e anche delle peculiarità delle aziende, attenzione a evitare distorsioni sono considerate le strategie da adottare per un regime fiscale più adatto alle PMI che, sottolinea il report, rappresentano più del 95% delle imprese del mondo.

Commenta Pascal Saint-Amans, direttore del Centre for Tax Policy and Administration dell’Ocse: «le PMI sono una significativa risorsa per l’occupazione e la crescita per le economie dei paesi OCSE e del G20. Un’attenta politica fiscale, e in particolare ogni agevolazione o semplificazione rivolta alle PMI, è vitale perché i sistemi fiscali nazionali supportino il successo delle piccole e medie imprese». (Fonte: il report OCSE)

Data 10/09/2015

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